Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella
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Corso Magenta, 22, Milano |
5 oranları
6.40/10.00
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+39 02 805 3695
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Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella haritada
değerlendirme
Antonietta Buccinotti (22.06.2017 18:35)
La prima volta che sono entrata nel negozio di corso Magenta, ho trovato due commesse molto professionali, gentili e disponibili. La seconda volta, ahimè, c'era un uomo che era l'esatto contrario delle commesse precedenti. Certe persone, se non sono portate per il contatto con il pubblico, è bene che cambino lavoro. Non tornerò più in quel negozio. Peccato, perché i prodotti sono ottimi
Ile Ap (24.07.2016 16:05)
Negozio molto fornito. Prodotti particolari
Marta Barbieri (04.08.2015 19:29)
Sono cinque anni che vado nel negozio di Santa Maria Novella di Corso Magenta e ho sempre trovato molta educazione e tanta professionalità. Tutti i prodotti che mi hanno consigliato sono ottimi. Ci torno sempre molto volentieri e acquisto prodotti sia per me sia per i miei amici. Sarei curiosa di sapere dove è stato "Pseudo pagina"!
pseudo pagina (29.07.2015 19:56)
Scarsa educazione e attenzione al cliente. Una trappola per turisti.
Milano da vedere (09.07.2012 21:21)
All’incrocio tra via Meravigli, corso Magenta e via San Giovanni sul Muro si trova una strada che ha un nome particolare: via Santa Maria alla Porta.
La via prende il nome dalla chiesa omonima, che nella sua dedicazione spiega la storia antica della città di Milano: l’incrocio da cui siamo partiti in effetti era uno degli accessi della città di età repubblicana, tra I e II sec. d.C. quando viene stabilito uno degli assi principali della città, il Decumanus Maximus.
Nel III sec. l’imperatore Massimiano decide di stabilirsi a Milano e crea proprio in questo settore della città il vasto quartiere imperiale ampliando le mura e includendo la porta della fase precedente chiamata Porta Vercellina; è proprio a questa porta che fa riferimento la titolatura della chiesa.
Già nel XII sec. sembra attestato qui un luogo di culto che forse riutilizzava, come in molti altri casi in città, parte delle mura e delle torri che le intervallavano. La chiesa che però oggi si vede risale all’epoca spagnola quando fu trovata sui muri esterni un’immagine della ritenuta miracolosa.
Si raccolsero così molte offerte che portarono al rifacimento della chiesa ad opera di Francesco Maria Richini che la iniziò nel 1652 ma alla sua morte i lavori proseguirono con Francesco Castelli, meglio conosciuto come Borromini, apprendista di Richini già nel cantiere del Duomo e che si occuperà anche del portale; il rilievo con l’Incoronazione della Vergine è opera però di Carlo Simonetta.
La facciata è barocca, mossa da nicchie e con mascheroni che reggono il timpano; la strada stretta non permette di apprezzare né il campanile nè la cupola con nicchie che ospitano statue di angeli: per scorgere quest’ultima e apprezzarla bisogna andare nella piazzetta che si apre a destra della chiesa.
Qui purtroppo i bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno distrutto la cappella della Madonna del Grembiule, opera settecentesca utilizzata come battistero, di cui però restano solo rovine e l’impianto ottagonale ma il cui aspetto è visibile grazie alle incisioni di Marc’Antonio del Re.
Entrando nella chiesa si viene accolti da una navata unica con quattro cappelle laterali: un tripudio di sculture tra XVII e XVIII sec. decorano gli altari inquadrati da serliane, splendidi esempi della scultura di questo periodo.
Come l’esterno anche l’interno è continuamente mosso, nicchie e balconcini ritmano lo spazio e fanno continuamente spostare lo sguardo ovunque; si vedono così anche la volta a botte con rosoni e, spostandosi verso l’altare, la zona del presbiterio con una cupola attribuita a Gerolamo Quadrio. L’abside è stata aggiunta nel XIX sec. dove è stato collocato il coro ligneo del 1770.
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