Pronto soccorso

Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, Salerno
5 oranları
6.80/10.00

Pronto soccorso haritada

değerlendirme

Donato Passiatore (06.11.2017 20:15)
Prima di tutto un consiglio molto utile... evitare assolutamente il pessimo ginecologo ROBERTO IOVIENO persona poco professionale, avida e disumana che quando si tratta di prendere dei soldi è in prima linea, ma nel momento del bisogno sparisce soprattutto se sa di dover affrontare un parto a rischio!!! Detto questo passiamo all'Ospedale che è da film orrore a dir poco orrendo, pericoloso, squallido, sporco, ad alto livello infettivo con gatti e piccioni che passeggiano indisturbati in tutti i reparti anche se molto probabilmente più puliti dell'ospedale stesso!
Agostino Criscuolo (31.07.2017 17:01)
Diciamo che il reparto ortopedia dove sono stato potrebbe competere con i gulag siberiani della vecchia URSS . Ma chiariamo a voi lettori il perchè.
Ebbene, a seguito di frattura alla caviglia, ho l'immenso piacere di essere accolto per la prima notte su una mezza barella con pannoloni a mò di cuscino e con un bel piede dolorante, con una medicazione da macellaio di bassifondi. E con questo definiamo il reparto "Pronto soccorso ortopedico" dove, prima di recarti, ti assicurano il posto letto in Ortopedia, e poi ti dicono che è pieno, "e dovrai passare la notte", da precisare in una sala dove sei totalmente abbandonato a te stesso, "o andare in altro presidio", cioè in Culonia o un po' più vicino la Papuasia.
E finalmente, giorno successivo e trovato un "macellaio" o meglio, "infermiere raccomandato" (ecco, usiamo nome e cognome alle cose!), arriviamo in sala ricovero ortopedia. La buona compagnia degli altri miei pazienti e qualche infermiere (anzi, 2-3 sui quarantaquattordici che v'erano), hanno alleviato moralmente i dolori.
Premessa: i bagni sono solo due per circa 18-20 persone, e se fanno una pulizia al giorno, è già tanto, pertanto portate qualche bottiglia di amuchina e disinfettante in più, non si sa mai.
Al quarto giorno e terzo di ricovero fortunatamente sono stato operato, tra la superficialità, nervosismi vari e affini dall'equipe che mi "apriva" il piede.
Da qui ho voluto poi contattare un detective privato per trovare un dottore a cui chiedere quando e come uscire, anche per sapere come stavo e com'era la situazione (credetemi, rivolgere la parola ad un medico al S. Leonardo è come parlare al muro, in molti casi, o peggio vieni considerato un' "inetto", come si usava nelle antiche tribù).
Alla fine, all'ottavo giorno, mi dicono che posso essere dimesso. Sì, ma a che ora e quando?
Dalle ore 13:00 che me lo comunicano fino alle ore 17:00 questo è il quanto di tempo per cui aspetto questa "lettera di dimissione". Pensavo: "o è la stampante che non funziona, o qualcuno deve ancora imparare ad usare la suite Office di Microsoft". Da sfondo, qualche mio caro che m'era venuto a prendere e ad aiutarmi ad uscire è stato rimasto fuori dal reparto per ben due ore, dopo numerose volte che ha ribadito che io dovessi essere dismesso dal reparto: caro Primo Levi, "Se questo è un ricoverato" sarà il sequel, fidati.
Morale, esco dopo 6-7 ore dalla comunicazione a me.

PENSATE SIA FINITA QUI? E INVECE NO!

Dopo qualche giorno ho una visita di controllo, e nonostante le due ore di attesa (c'era qualcuno prima di me che aveva perso molto più tempo di me) riusciamo a ricevere la dottoressa di ambulatorio che risulta essere l'unica e la più cordiale di tutto il reparto, che ci ha dato buoni suggerimenti e date opportune spiegazioni sulle mie condizioni, sulla convalescenza... praticamente tutto quello che 10-15 medici non hanno saputo dirmi... purtroppo la povera dottoressa ha dovuto ritardare la coda di controlli ambulatoriali per motivi tecnici (praticamente, qualche bravo collega fa le cosiddette "marachelle fanciullesche", modificando le password agli altri dottori o a chi gli sta antipatico, poi giudicate voi, io ascolto solo!).

E arriva poi il giorno della rimozione punti.
Sempre attendendo le solite file da 2-3 ore nel forno/sala d'attesa, entriamo in sala operatoria e un infermiere inizia a rimuovere i punti di sutura; qualche minuto dopo arriva una sottospecie di "Crozza + 80 chili" che manco il buongiorno dà a chi entra (non tanto per me, ma per le signore, mie parenti, accompagnatrici), praticamente il medico di ambulatorio di turno. Vi spiego in poche facili mosse: entra, guarda con disgusto le radiografie, sbotta per il tempo che l'infermiere impiega e me ne caccia, letteralmente, con modi bruschi.

Con quest'ultima disavventura rifiuto l'ultima visita e mi affido ad un ortopedico privato, piuttosto che alle ultime cure dell'Auschwitz Salernitano a cui dico, voi lettori: lasciate ogni speranza o voi che entrate! NUN E' COSA!

Caro governatore De Luca, ci vada a dare un occhio, mi raccomando!
Maria Infranzi (28.07.2017 13:53)
Le 5 stelle vanno al reparto di Pneumologia,
ai medici che vi lavorano, alla fantastica caposala e a tutto lo staff.
Sono stata ricoverata per oltre una settimana per una tromboembolia polmonare e i giorni in ospedale sono stati colorati e sereni. Un sorriso e una parola dolce ad ogni terapia, ad ogni chiamata di campanello, ad ogni mia richiesta, timore o malessere. Mi hanno tenuto tutti compagnia con affetto e cura e mi hanno fatto sentire parte di una grande famiglia.
In questo reparto tutti collaborano e aiutano i pazienti a non sentire il peso della degenza, è stato importante per me vivere quei giorni difficili in un clima così sereno e disteso perché l'armonia e la tranquillità aiutano la velocità di ripresa e di riposta alle cure.

Oltre a complimentarmi per il lato umano e la professionalità voglio anche elogiare la pulizia di questo reparto: dai bagni alle lenzuola, dall'ordine alla dedizione con cui veniva spolverato e pulito ogni giorno ogni angolo della stanza.

Il team gestito dal primario dott Poto e dalla caposala De Nardo è un team funzionante, preparatissimo, creativo e sereno. Il dottor D'Amico è stato la mia salvezza perché ha intuito subito il mio reale problema quando ero ancora ricoverata in Ginecologia per "dolori addominali" e mi ha seguita insieme al dottor Poto in tutto l'iter di degenza, cura e consulti.

Pneumologia è un'oasi nel Ruggi.

Ringrazio il dottor Petta che si è preso cura di me sempre, a qualsiasi ora del giorno e della notte, tenendosi aggiornato sulle mie condizioni di salute anche se non ero nel suo reparto ( il dottore è il primario di Gravidanze a Rischio, altro reparto che funziona magnificamente al Ruggi) e ringrazio le infermiere e le ostetriche di Ginecologia che mi hanno accolto quando nei primi giorni ero ricoverata lì impropriamente.

Ginecologia potrebbe e dovrebbe migliorare: ostetriche ed infermiere sono disponibili e attente ma un paio di medici che sono lì dovrebbero fare più attenzione ad ascoltare i disagi dei pazienti e dovrebbero sottovalutare meno i sintomi, stando a loro il mio problema non era urgente e non necessitava nessuna attenzione.
Costantemente entravano in stanza a dire "lei è qui ma non è il suo reparto, non possiamo farci niente, ha giusto due dolori alla pancia" anche quando lamentavo fiato corto e mancanza di respiro...
John Capozzolo (02.09.2016 09:59)
The care and attention was very good.
Annamaria Bernardis (30.05.2016 22:03)
,p

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